Il regime degli ayatollah fa tesoro delle lezioni della Seconda Guerra Mondiale, combinando tecnologia low-cost e precisione chirurgica per sfidare l’asse Usa-Israele.
L’Iran dispone di un imponente scorta di missili e durante la guerra con Israele e Usa ne ha fatto un uso morigerato per preservare l’integrità del suo arsenale. L’utilizzo oculato ed efficace di tale arma associato all’impiego massiccio di droni costruiti con poche risorse, mostra che il regime degli ajatollah ha studiato a fondo e fatto tesoro delle lezioni impartite dalla storia e dalle strategie belliche adottate durante la Seconda guerra mondiale.
Battaglia d’Inghilterra
Il tentativo più noto di risolvere un conflitto attraverso l’uso di razzi fu quello portato avanti dal regime hitleriano nella Seconda guerra mondiale. Nel centro di ricerca militare della Wehrmacht di Peenemünde venne realizzata l’arma di rappresaglia V2. Consisteva in missili balistici che venivano lanciati dalle coste continentali europee ed erano destinati ad abbattersi sulla città di Londra per provocare morte e distruzione. A capo del progetto era stato posto l’ingegnere tedesco Wernher von Braun il quale divenne famoso dopo il conflitto come ideatore del razzo vettore Saturno V, utilizzato per le missioni Apollo che portarono l’uomo sulla luna.
L’utilizzo della V2 faceva seguito all’impiego della V1 – la bomba volante – che dal ‘43 portava avanti la tattica inaugurata dalla Luftwaffe finalizzata ad abbattere il morale della resistenza inglese. L’aeronautica tedesca nel 1940, proprio quando stava per assestare colpi decisivi alle strutture aeroportuali della Royal Air Force, scelse di intensificare i bombardamenti sulla capitale inglese, sia per far venire allo scoperto i caccia del nemico e provare ad abbatterli, sia nel tentativo di fiaccare la resistenza della popolazione civile e ottenere la resa della Gran Bretagna. I londinesi sopportarono eroicamente gli attacchi rifugiandosi nei tunnel della metropolitana mentre la loro città faceva da parafulmine, attirando le ondate di bombardieri germanici, permettendo alle strutture operative dell’aeronautica inglese di non essere colpite e continuare a far decollare velivoli per sostenere la battaglia nei cieli.
Dalle incursioni degli aerei tedeschi sulla capitale inglese e dall’intrinseco errore strategico che rappresentò, la repubblica islamica ha tratto un’importante lezione: i bersagli da colpire devono essere prevalentemente infrastrutture e centri operativi, il cui danneggiamento possa pregiudicare le capacità offensiva e difensiva del nemico.
Operazione Barbarossa
Un’altra fondamentale lezione il regime iraniano l’ha tratta dall’andamento della guerra nazista in Russia. Almeno all’inizio dell’operazione Barbarossa, i tedeschi disponevano di un armamento qualitativamente superiore – indispensabile per la tattica della Blitzkrieg – ma la cui produzione risultava onerosa e lenta. Tale divario tecnico valse alla Wehrmacht una rapida avanzata nel territorio dell’Urss, penetrando in profondità sino ad arrivare alle porte di Mosca. Con l’arrivo dell’inverno del 1941 qualcosa tuttavia cambiò. Dopo l’iniziale sbandamento, l’Armata Rossa si riprese e allo schieramento dei sofisticati mezzi bellici germanici, i sovietici contrapposero veicoli dalla fattura più grezza ma in numero enormemente superiore e la cui produzione si rivelò meno dispendiosa in termini di risorse e di tempo. In tal modo si fronteggiava la qualità con la quantità, sfruttando anche lo svantaggio delle armate tedesche rappresentato da linee di rifornimento insostenibilmente lunghe che rendevano complessa la fornitura di mezzi, materiali e viveri.
Nel Golfo Persico
Il regime iraniano ha abbinato gli insegnamenti tratti dalla Seconda guerra mondiale a una raffinata analisi strategica. L’uso dei missili si è rivelato proficuo in quello scenario particolare, in quella specifica posizione geografica e al centro di importanti rotte la cui percorribilità risulta indispensabile per il transito di forniture di greggio dirette verso le maggiori economie del mondo. L’Iran ha tarato con precisione la propria capacità offensiva alla situazione contingente nella quale si trova e nella sua analisi si è dimostrato lungimirante e accorto, permettendo al regime sciita di surclassare, almeno dal punto di vista della pianificazione bellica, la coalizione Usa-Israele.
