Bottiglie di birra nei muretti in cemento.
È risaputo che i lavori edili rientrano tra le attività ad alto rischio e quindi è categoricamente proibito bere alcoolici durante l’orario di lavoro. Il tasso alcolemico dev’essere uguale a zero e non è contemplata alcuna tolleranza.
Una volta, tuttavia, si era più indulgenti. Nel settore edilizio si accettava il consumo di birra ed era quasi considerato come un diritto del lavoratore. Il committente si sentiva in dovere di non far mancare la preziosa bevanda alle maestranze, in modo che potessero prestare la loro opera con entusiasmo, con maggior lena e senza rallentare il ritmo per mal sopiti rancori.
Intorno al consumo di birra esisteva una ritualità e delle abitudini in grado di acquisire anche una valenza goliardica.
Quando si realizzava un muretto di recinzione sopra il quale era prevista l’installazione e il montaggio di una ringhiera in ferro, c’era l’usanza di infilare delle bottiglie vuote di birra nel cemento ancora fresco a distanze regolari, facendole sporgere leggermente dalla malta. Con questo espediente sarebbe stato possibile successivamente infilare le staffe di supporto della ringhiera senza necessità di praticare buchi nel cemento solidificato. La pratica aveva tuttavia anche un fine surrettizio. Le maestranze facevano capire ai proprietari che avevano commissionato l’opera edilizia che c’era bisogno di comprare bottiglie di birra e il loro consumo sarebbe stato doveroso per procurarsi le preziose bottiglie di vetro vuote.

