Ivano è il primo classificato nella categoria "Maschi oltre 36 mesi", Campione di Mostra per la categoria "Senior Maschi" e già Campione Nazionale Assoluto Senior Maschi della razza Marchigiana. (Azienda Agricola Salvatore La Bella)
A San Giorgio La Molara il bilancio della 19ª edizione della festa della Marchigiana: tra eccellenze gastronomiche, valutazione dei bovini e istituzioni a confronto per il rilancio del territorio.
L’entroterra sannita torna a celebrare una delle sue eccellenze più autentiche, coniugando tradizione, promozione gastronomica e un profondo momento di riflessione istituzionale. La Festa della Marchigiana, storica manifestazione promossa dal Comune di San Giorgio La Molara, ha tagliato con successo il traguardo della sua diciannovesima edizione, confermandosi un appuntamento imprescindibile per il comparto agricolo e zootecnico regionale.


I quattro giorni della kermesse sono stati un vero e proprio inno alla filiera carnea di qualità. Tra gli stand allestiti per l’occasione, i visitatori hanno potuto apprezzare le straordinarie qualità organolettiche della pregiata carne bovina di razza Marchigiana, allevata con maestria sulle colline del Sannio. Ma la festa non è stata soltanto degustazione: il cuore pulsante dell’evento è stato rappresentato dalla valutazione dei bovini dove gli allevatori locali hanno mostrato con orgoglio i frutti di un lavoro quotidiano fatto di sacrifici, rispetto per il benessere animale e tutela della biodiversità.

Il convegno: istituzioni e territorio a confronto
Momento centrale della manifestazione si è tenuto nella mattinata di domenica 2 agosto, proprio all’interno dell’area adibita alla mostra bovina: un convegno di alto profilo che ha visto la partecipazione delle massime personalità istituzionali del territorio, riunite per fare il punto sulle prospettive di sviluppo delle aree interne e sulle sfide del comparto agricolo.
Durante l’incontro si è ribadito quanto la valorizzazione della razza Marchigiana non sia solo una questione gastronomica o fieristica, ma una vera e propria strategia di sopravvivenza ed espansione economica per i comuni del Fortore e dell’intero Sannio. Dalla tracciabilità del prodotto al sostegno agli allevatori, dalle politiche europee per le aree interne alla promozione del turismo enogastronomico: molti i temi toccati dagli interventi delle autorità presenti.

L’edizione di quest’anno lascia in eredità la certezza che, facendo rete e puntando sulla qualità certificata, l’entroterra possiede tutti gli strumenti per trasformare le proprie radici rurali in una solida risorsa per il domani.

A moderare e introdurre i lavori è stato il Prof. Ettore Varricchio, che ha definito San Giorgio La Molara un vero e proprio «laboratorio d’avanguardia per la zootecnia sostenibile», capace di fare da traino per l’intera provincia. Nel suo intervento, il docente ha evidenziato la svolta qualitativa del settore. In merito a selezione genetica e qualità, ha spiegato come negli ultimi anni si sia abbandonata la ricerca della quantità a favore della qualità, superando le linee ipertrofiche e puntando sull’iperplasia muscolare, che garantisce fibre più delicate, carne più tenera e una qualità organolettica superiore. Sul fronte di innovazione e tradizione, ha sottolineato che il digitale è uno strumento fondamentale per supportare gli allevatori di fronte ai cambiamenti climatici, senza però sostituire la loro esperienza sul campo. Il professore ha poi richiamato l’attenzione sulla sostenibilità a 360 gradi, che deve essere non solo ambientale ma anche sociale ed economica, indispensabile per garantire redditività alle famiglie e motivare i giovani a restare. Infine, analizzando l’impronta di carbonio e valorizzazione integrata, Varricchio ha evidenziato che, grazie al patrimonio di boschi e foraggere, il territorio sannita presenta un bilancio di carbonio positivo, lanciando la proposta di prevedere crediti di carbonio per le aziende locali e valorizzando al contempo l’intero paniere territoriale, dal settore lattiero-caseario al tartufo.

Nel suo discorso introduttivo, il Sindaco di San Giorgio La Molara, Nicola De Vizio, ha espresso innanzitutto profonda gratitudine verso le autorità presenti, i colleghi sindaci, l’associazione degli allevatori, gli amministratori locali e i cittadini, rivolgendo un ringraziamento speciale al Forum dei Giovani. De Vizio ha sottolineato come San Giorgio La Molara rappresenti da 19 edizioni la vera e propria “patria della Marchigiana” e un laboratorio per la zootecnia nelle aree interne. Tuttavia, il primo cittadino ha evidenziato le enormi difficoltà che il settore affronta quotidianamente, dalla necessità di sostenere le infrastrutture locali ai rincari dei costi di produzione come il gasolio, ribadendo l’impegno dell’amministrazione nel dare risposte concrete agli allevatori e tutelare l’economia locale.

Nel suo intervento, Zaccaria Spina, Presidente della Comunità Montana del Fortore, ha portato i saluti dei 14 sindaci della Comunità Montana, sottolineando quanto sia faticoso organizzare eventi di tali dimensioni quando le aspettative travalicano i confini provinciali. Spina ha evidenziato forti criticità legate alla burocrazia e ai finanziamenti pubblici, denunciando una farraginosità procedurale che costringe gli enti locali a corse contro il tempo per rispettare scadenze serrate (come per la SNAI del Fortore e i fondi POC), a cui si somma un’incertezza sui fondi che vede i progetti bloccati a distanza di mesi. Rivolgendosi all’Assessore regionale presente, ha sollecitato un impegno comune per semplificare le procedure ed evitare che i ritardi vanifichino le risorse per la promozione turistica.

Nino Lombardi, Presidente della Provincia di Benevento, ha sottolineato l’importanza di fare rete tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo accademico, rivolgendo un plauso all’amministrazione ospitante. Lombardi ha rimarcato la rilevanza della Marchigiana, ricordando che questo territorio produce il 50% della carne Marchigiana in Campania e il 10% a livello nazionale, ed evidenziando il fondamentale presidio del territorio svolto dagli allevatori per la tutela ambientale e la tenuta sociale. Infine, il Presidente ha richiamato l’attenzione su criticità come l’aumento dei costi del carburante e la pressione della grande distribuzione, invitando ad agire dal basso per contrastare la speculazione e rafforzare la sinergia con la Regione Campania.

Nel suo intervento, Gennarino Masiello, Presidente di Coldiretti Benevento, ha richiamato l’attenzione sulla prossima programmazione dei fondi regionali (2027-2034), sottolineando la necessità di pianificare per tempo la gestione di circa due miliardi di euro. Masiello ha proposto una visione integrata in cui le risorse per l’agricoltura si intreccino con industria, lavoro e formazione, facendo rete tra interi territori e coinvolgendo le università per certificare la qualità dei prodotti locali. Infine, il Presidente di Coldiretti ha lanciato un accorato appello per “liberare la terra”, chiedendo di garantire una corretta rendita da locazione a chi percepisce contributi senza lavorare i campi, così da restituire i terreni agli agricoltori effettivi e permettere alle vere imprese locali di investire e crescere.

Augusto Calbi, in rappresentanza di Davide Minicozzi (Presidente dell’Associazione Allevatori Campania-Molise), ha portato i saluti di quest’ultimo ringraziando il sindaco per l’organizzazione dell’evento. Calbi ha sottolineato la straordinaria vocazione del territorio, che conta oltre 150 allevamenti di eccelsa qualità genetica a fronte di circa 2.600 abitanti, preannunciando anche la quarta asta degli arieti di razza Bagnolese e Laticauda nell’ambito del progetto “Allevamento Custode”. Rimarcando il ruolo strategico della zootecnia nella tutela del paesaggio contro il degrado, Calbi ha esaltato il benessere animale, la qualità delle carni e la forte partecipazione giovanile.

Nicola Tavoletta, Presidente nazionale di ACLI Terra, ha affrontato tre snodi di rilevanza nazionale: ha denunciato la carenza di veterinari dedicati agli animali da reddito proponendo una ricerca con le università di Firenze e Benevento, ha invitato a contrastare la spinta verso i cibi sintetici difendendo la legge italiana contro la carne coltivata, e ha proposto un rinnovamento dell’edilizia anni ’60-’70 nelle aree interne per attrarre i giovani, auspicando un’alleanza europea a tutela del Made in Italy.

Applaudito l’intervento del Dott. Luigi Coppola (Dirigente medico U.O. Nutrizione Clinica e Dietetica – AORN San Pio di Benevento) ha illustrato il cambio di paradigma nella nutrizione medica, sempre più orientata verso la prevenzione e la “nutrizione di precisione”. Coppola ha ridimensionato la demonizzazione della carne rossa, distinguendo gli allevamenti intensivi da quelli estensivi e semi-bradi come la razza Marchigiana. Nutriti con foraggi di qualità e cresciuti senza stress, questi animali offrono carne dalle spiccate proprietà nutraceutiche: un profilo lipidico salutare ricco di omega-3 antinfiammatori, un’elevata ricchezza di Carnosina a tutela della massa muscolare, e un prezioso apporto di Selenio e Coenzima Q10, fondamentali per la tiroide (fondamentale nelle zone interne) e per la salute cardiovascolare.

Infine, Maria Carmela Serluca (Assessore all’Agricoltura della Regione Campania) ha rimarcato l’importanza di valorizzare le eccellenze zootecniche e di riavvicinare i giovani alla natura. L’Assessore ha quindi illustrato le principali misure regionali per il comparto, a partire dal sostegno al benessere animale, con risorse europee garantite a copertura di tutte le richieste idonee. Ha poi garantito il supporto alle Comunità Montane tramite l’affiancamento di funzionari regionali per accelerare i progetti e i pagamenti, annunciato un bando da 5 milioni di euro per i Piani di Gestione Forestale finanziati al 100% per i Comuni, e confermato nuovi fondi per le fattorie didattiche e l’ammodernamento delle strutture agricole.
In conclusione la festa della Festa della Marchigiana si conferma un appuntamento cruciale per la zootecnia e lo sviluppo dell’entroterra sannita. L’evento ha coniugato promozione gastronomica, valorizzazione della razza Marchigiana e un confronto istituzionale di alto profilo. Dalle discussioni è emersa la necessità di puntare sulla qualità certificata, sull’innovazione sostenibile e sulle sinergie tra enti locali, associazioni e Regione Campania per trasformare la tradizione rurale in una concreta risorsa economica per il futuro.





