Tra l’Anno Internazionale dei Pascoli ONU-FAO e la tutela della biodiversità, il borgo sannita rievoca la grande migrazione delle greggi, accendendo i riflettori sull’economia delle aree interne, la pastorizia sostenibile e l’identità culturale.
Lungo le antiche direttrici della civiltà dell’erba, dove per secoli uomini e armenti hanno disegnato l’orografia sociale ed economica del Mezzogiorno, la pastorizia torna a rivendicare il proprio ruolo centrale per il futuro dei territori orientali della Campania. Il 29 e 30 agosto 2026, a San Giorgio la Molara (BN), si terrà la settima edizione della “Festa della Transumanza sul Regio Tratturo Pescasseroli – Candela”.
Organizzata dall’Oratorio e Circolo ANSPI “Concetta Blatta” APS ETS ASD della Parrocchia “Nostra Signora di Fatima”, la manifestazione assume quest’anno una valenza straordinaria: si inserisce infatti nel contesto dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (IYRP 2026), proclamato dalle Nazioni Unite e guidato dalla FAO per promuovere il ruolo ecologico, culturale ed economico dei sistemi pastorali mondiali.
Il Regio Tratturo come infrastruttura culturale ed ecologica
Riconosciuta dall’UNESCO nel 2019 quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, la Transumanza non è una semplice rievocazione nostalgica. Nel Sannio Fortorino può rappresentare una vera e propria visione di sviluppo per le Aree Interne. L’esodo stagionale delle greggi ha plasmato per secoli il paesaggio, conservando la biodiversità vegetale ed animale, prevenendo il dissesto idrogeologico e tenendo in vita comunità.
Come sottolineato dagli organizzatori del Circolo ANSPI “Concetta Blatta”, l’obiettivo principale è connettere le risorse storiche ed enogastronomiche locali con le nuove generazioni, favorendo forme di turismo lento, sostenibile ed esperienziale capaci di generare economia sul territorio.
Memoria storica, cinematografia e filiera ovina
Il ricco programma della due giorni si apre sabato 29 agosto in località C/da Calise (ore 20:30). La serata sarà dedicata all’approfondimento storico e cinematografico con la presentazione e proiezione del film “Civiltà Transumanti” della regista Anna Kauber. L’opera trae spunto dal saggio storico “La Ricchezza delle Pecore: Clero, Matrimoni e fame nel Settecento sul Matese” del giornalista e scrittore Alberigo Bojano. La presentazione sarà curata dal Prof. Luigi Arrigo (Direttore della Biblioteca Diocesana di Piedimonte Matese e Presidente della Fondazione San Bonaventura). A seguire, un incontro con i protagonisti del film, una mostra fotografica digitale, stand gastronomici e l’intrattenimento musicale degli Organetti Transumanti.
Il momento clou della manifestazione si terrà domenica 30 agosto. La giornata prenderà il via alle ore 07:30 con la rievocazione della Transumanza: oltre 600 capi ovini attraverseranno il tratturo guidati da pastori, cavalieri e musici itineranti. La partenza avverrà da C/da Centrale in direzione C/da Piano d’Arco per il cerimoniale d’apertura con taglio del nastro e benedizione delle greggi, per poi proseguire verso C/da Calise con soste di ristoro e degustazione di prodotti tipici lungo il percorso (dettagli della giornata nella allegata locandina).
Zootecnia di precisione e salvaguardia della biodiversità
La manifestazione vuole dimostrare come la transumanza non sia mero folclore, ma un perno economico dinamico per le comunità rurali. La IV Asta Regionale degli Arieti di razza Laticauda e Bagnolese rappresenta un momento tecnico chiave per l’intero comparto. Offrire agli allevatori locali l’opportunità di acquistare riproduttori certificati resistenti alle scrapie (genotipo ARR/ARR) permette di coniugare la conservazione delle risorse genetiche autoctone con la redditività delle aziende ovine.
In un’epoca in cui la transizione ecologica impone nuovi modelli alimentari e territoriali, San Giorgio la Molara e il Fortore dimostrano che il riscatto delle Aree Interne passa dalla valorizzazione intelligente del proprio patrimonio storico e pastorale.





