Appuntamento nel borgo sannita con la rappresentazione della vita di San Vito, di Santa Rita e di San Sebastiano, patrono del paese.
Ad agosto a Santa Croce del Sannio va in scena il teatro religioso. In uno sforzo organizzativo che vede il coinvolgimento del Comune, di singoli cittadini, di associazioni e della Parrocchia di Santa Maria Assunta, il borgo riesce a mettere in scena ben tre drammi a tema sacro incentrati su figure di santi particolarmente amati dai santacrocesi e verso i quali ferve inossidabile la devozione popolare.
I personaggi delle rappresentazioni sono interpretati da persone comuni che nella vita svolgono i più svariati mestieri ma che sono anche appassionati di teatro e periodicamente indossano i panni di attori mettendo in scena le rappresentazioni sacre per perpetuare quella che è una antica tradizione del comune dell’Alto Sannio. È una vera staffetta tra generazioni, in cui i padri insegnano ai figli come recitare, dove i dialoghi e le battute vengono imparate perché ripetute da sempre e le si inizia ad ascoltare fin da piccoli.
7 agosto – I Misteri Sacri di San Vito Martire (5 atti)
Il 7 agosto vanno in scena le vicende del giovinetto Vito che fu martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano. Dopo la morte della madre, viene educato nella religione cristiana da Modesto ma, scoperto e denunciato all’imperatore, si rifiuta di rinnegare Cristo. Dopo essere contesto da angeli e demoni, uscito indenne da crudeli tormenti, nel dramma sacro viene ucciso dal capo delle guardie di Diocleziano ma la sua morte porta alla conversione del carnefice.
Si hanno notizie di rappresentazioni del dramma già dal 1803 e poi a fine XIX sec. anche se la cristallizzazione del testo va fatta risalire alla prima metà del XX sec. quando il parroco don Giacomo D’Uva redasse il copione definitivo.
8 agosto – La Rosa di Roccaporena (6 tempi)
L’8 agosto si rappresenta la vita di Santa Rita da Cascia. Da adolescente sposa Paolo di Ferdinando, un nobile impegnato in faide sanguinose. Cerca con successo di mitigare l’indole brutale del marito ma quando ottiene il cambiamento interiore dell’uomo, questi viene ucciso. La consorte allora, con la sua costanza e la dimostrazione di una fede incrollabile, riesce a dissuadere i figli ed evitare che portino a compimento l’attesa vendetta.
Abbandonata dai familiari, chiede di entrare nel monastero agostiniano di Cascia e solo dopo un volo notturno sui monti, viene accolta nel convento. Vive così il mistero della stigmatizzazione quando una spina della corona di Cristo le si conficca nella fronte e convive con questo segno divino sino ai momenti finali della sua esistenza terrena, dove già in punto di morte si manifestano eventi inspiegabili e miracolosi.
Il primo allestimento del dramma risale al 1977 ad opera dell’indimenticata Rita Laudati con testo teatrale di Mario Rosso.
9 agosto – Il Guerriero Cristiano (5 atti)
Sebastiano è tribuno di Diocleziano ma professa segretamente la religione cristiana. Nelle catacombe, dove i cristiani partecipano di nascosto alle funzioni religiose, ritrova la sorella da cui fu separato in giovane età dopo l’uccisione dei genitori in quanto anch’essi credenti. Denunciato all’imperatore, rifiuta più volte l’invito formulato da questi di rinunciare alla fede cristiana.
Scampato alla morte dopo essere stato trafitto dalle frecce, cerca di convertire Diocleziano ma questi lo fa uccidere dalle sue guardie.
Calpurnio, che lo aveva denunciato e perseguitato, implora alla fine il perdono di Sebastiano e dei suoi seguaci.
Il dramma fu messo in scena dall’inizio del XX secolo con testo teatrale redatto da don Giacomo D’Uva.
I drammi sacri messi in scena a Santa Croce del Sannio sono un appuntamento irrinunciabile. Per assistere o parteciparvi i lavori si fermano, le incombenze si rimandano e anche gli emigranti tornano al paese. È un’occasione per tutta la comunità per ritrovarsi. Il confine tra attori e spettatori sfuma e a volte i ruoli diventano quasi irrilevanti perché l’allestimento e la preparazione avviene grazie ad uno sforzo corale dell’intera comunità.
L’appuntamento allora è per il 7, l’8 e il 9 agosto alle ore 21:00 nel comune dell’Alto Sannio per tre serate di fede, di condivisione e di suggestione.





