Di Homoatrox - Opera propria, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=114655114 - Cartina illustrativa dei due presunti piani russi pubblicati separatamente dalla Bild.[50] e dal Center for Strategic and International Studies (CSIS).
Il conflitto in Ucraina, che inizialmente veniva definito dalla Russia come Operazione speciale, è diventata una vera e propria guerra di logoramento in cui assumono rilevanza fondamentale gli approvvigionamenti, il rimpiazzo di uomini, le forniture e le capacità produttive delle parti che si fronteggiano.
Appare tuttavia incomprensibile il motivo per cui non si trovi una soluzione negoziale – anzi non si riescano neppure a intavolare delle trattative – ed è fondato il sospetto che faccia comodo a qualcuno creare le condizioni affinché lo scontro si protragga. In realtà ci sono interessi convergenti che vedono nella guerra tra Ucraina e Russia un’occasione da non perdere per ricavarne vantaggi in termini economici e per perseguire scopi strategici.
Il primo attore che ne trae profitto è l’industria delle armi. Viene consumato molto materiale bellico e gli scontri ininterrotti rendono indispensabili continue forniture di mezzi, munizioni, sistemi elettronici e altri prodotti dell’industria degli armamenti. Ad inserirsi in questo mercato ci sarà anche la Germania che ha già annunciato una massiccia riconversione industriale per fronteggiare la crisi del settore dell’automotive. Le fabbriche tedesche inizieranno a produrre materiale bellico e il Paese diventerà probabilmente il più importante produttore di armi d’Europa.
Ad avvantaggiarsi del conflitto è anche l’intero Occidente. È un’occasione ghiotta per sfiancare la Russia, sottoponendola a uno stress socio-economico e anche politico per le tensioni dovute al protrarsi delle operazioni militari. Ricordiamo che una strategia del genere fu già attuata nelle ultime due decadi del XX secolo. Sotto la presidenza di Ronald Reagan fu varato lo SDI (Strategic Defense Initiative), altrimenti detto scudo spaziale, che prevedeva la creazione di una rete di satelliti per distruggere fuori dall’atmosfera terrestre i missili balistici con testate nucleari. Il programma di sviluppo riuscì a mettere sotto pressione l’allora URSS sia dal punto di vista economico che socio-politico e fu una delle cause della sua implosione.
C’è da chiedersi se l’Occidente desideri veramente che la guerra in Ucraina possa cessare oppure se vi sia una convenienza affinché continui per consumare uomini e mezzi, materiale bellico e provviste, anche con la prospettiva di studiare l’impatto delle nuove armi e tattiche sulle operazioni militari, di soppesare le capacità tecnologiche della Russia con la contemporanea speranza che il conflitto possa destabilizzarla politicamente.





