By Alandmanson - Own work, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=194035732 - file originale https://en.wikipedia.org/wiki/Sceliphron_spirifex#/media/File:Sceliphron_spirifex_2015_10_10_02.jpg
Nel bacino del Mediterraneo vive un insetto molto particolare. È una vespa nera e gialla che d’estate, se non abbiamo le zanzariere alle finestre, non è raro vedere aggirarsi solitaria attraversando i nostri ambienti domestici, procedendo lenta quasi in volo stazionario.
Ha un aspetto tutt’altro che rassicurante. Sembra un elicottero Apache in assetto di guerra. Ha un addome molto pronunciato a forma di goccia e due lunghe zampe posteriori che durante il volo pendono quasi verticalmente. Può creare apprensione ma in realtà si tratta di un animaletto pacifico.
Compie sempre lo stesso tragitto ed entra in casa più volte al giorno, senza infastidire nessuno.
Se una vespa vasaio frequenta la nostra abitazione, allora ci dobbiamo aspettare, da un momento all’altro, di scovare il frutto del suo lavoro. Trasportando il materiale da costruzione in decine di voli, costruisce un nido di fango a forma di vaso allungato.
Quando lavora spesso si sente un distinto ronzio che procede per lunghi secondi, poi si interrompe per poi riprendere dopo un attimo di pausa. In quel momento costruisce la casetta dove deposita una prima preda, che di solito è costituita da un piccolo ragno che paralizza col suo veleno. Sopra l’addome del ragno depone un uovo per dar modo alla larva, una volta venuta alla luce, di disporre di una sufficiente scorta di cibo.
La vespa continua quindi con successivi voli a riempire il nido di prede sino a quando non è colmo e allora solitamente lo sigilla con un tappo anch’esso di fango.

I suoi nidi si possono rinvenire in angoli inaccessibili, dietro i libri, negli spigoli interni dei pensili, nello spazio che esiste tra la cornice degli infissi e il muro. È dentro di essi che si realizza la muta. Le larve diventano pupe. Costruiscono un bozzolo di filo di seta e all’interno si trasformano nell’insetto adulto. Uscirà successivamente dal nido di fango e cambierà anche abitudini alimentari perché si nutrirà di nettare divenendo un prezioso insetto impollinatore.





