Innovazione varietale, integrazione di filiera, sostenibilità reale e forte legame con il territorio: il caso Agrintesa traccia la via per il futuro del comparto ortofrutticolo e vitivinicolo del Paese.
In un contesto macroeconomico e produttivo globale caratterizzato da profonde incertezze, il settore agricolo italiano risponde investendo sulla propria risorsa più preziosa: la capacità di fare sistema. L’eccellenza del Made in Italy agroalimentare non è più soltanto il risultato di tradizioni secolari o di microclimi favorevoli, ma l’esito di una pianificazione industriale e scientifica rigorosa, guidata dal modello cooperativo. I dati e i progetti presentati nel piano di sviluppo estivo di Agrintesa offrono uno spaccato emblematico di questa transizione: una realtà radicata nel cuore della Romagna ma capace di guardare al futuro, coniugando solidità economica, valorizzazione dei produttori e innovazione tecnologica su scala nazionale.

I numeri della crescita: ortofrutta e viticoltura alla prova del mercato
L’efficacia del modello si misura innanzitutto nei volumi e nella resilienza delle filiere. Per l’imminente campagna estiva si stima la gestione di circa 250 mila tonnellate di produzione ortofrutticola, segnando un balzo in avanti del +15% rispetto all’anno precedente. A trainare la crescita sono comparti strategici come le pere e le albicocche (+20%), affiancati dallo sviluppo di segmenti premium quali il kiwi e le innovative nettarine piatte del progetto europeo “Ondine”. Quest’ultimo rappresenta un chiaro esempio di innovazione varietale orientata alle richieste di mercati internazionali sempre più esigenti e segmentati.
Non da meno è il comparto vitivinicolo. Le stime pre-vendemmia delineano un quadro quantitativo e qualitativo estremamente equilibrato. L’eccellenza in questo settore passa anche attraverso precise operazioni industriali, come il recente affitto del ramo d’azienda della storica cantina di San Prospero (BO) da Caviro. Un’operazione strategica che porta a 7 i centri di vinificazione attivi, ampliando la base sociale e potenziando la penetrazione commerciale nel territorio imolese, un’area ad altissima densità viticola specializzata nei vini bianchi.

L’Ufficio Tecnico: la scienza al servizio della terra
L’agricoltura moderna ha ormai superato la gestione empirica e richiede competenze scientifiche multidisciplinari. Il vero motore dell’eccellenza sul campo è rappresentato da team centralizzati di assistenza agronomica e specialistica. Strutture dotate di circa cinquanta tecnici specializzati supportano quotidianamente i soci produttori nelle scelte varietali, nei sistemi d’impianto, nell’ottimizzazione dei consumi idrici e nella difesa fitosanitaria, sia per le colture a regime integrato sia per il biologico.
Questo approccio permette di attuare una vera e propria “agricoltura di precisione”, introducendo sistemi di supporto decisionale per efficientare le pratiche colturali e conducendo continue sperimentazioni varietali in grado di rispondere ai cambiamenti climatici in atto.
La sfida del packaging e la sostenibilità reale
Un altro pilastro dell’eccellenza agricola italiana è l’impegno verso la sostenibilità, intesa non come slogan, ma attraverso l’analisi scientifica dei dati (ESG). Il dibattito attuale sul packaging alimentare ne è la perfetta dimostrazione. Nel percorso di mappatura per il futuro Report di Sostenibilità, emerge una visione pragmatica che supera i falsi miti dell’immaginario comune.
Se la carta viene spesso percepita come la scelta più ecologica, l’analisi di filiera rivela che per il contatto con gli alimenti frescosono necessarie fibre vergini non riciclate, comportando un elevato consumo di acqua ed energia. Al contrario, molte soluzioni in plastica riciclata e totalmente riciclabile si dimostrano, in specifici contesti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), più efficienti per contrastare il vero nemico dell’ambiente: lo spreco alimentare. Preservare la qualità del prodotto lungo tutta la catena logistica riduce drasticamente l’impatto ambientale complessivo, ridefinendo il concetto stesso di ecodesign del packaging.

Competenze e ricambio generazionale: ponti verso il futuro
Nessun piano industriale può prescindere dal capitale umano. L’eccellenza della filiera si costruisce stringendo legami solidi con il mondo dell’alta formazione e degli istituti tecnici del territorio. Iniziative di placement come l’Agriday e la collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza o il Campus di Cesena dell’Università di Bologna dimostrano l’esigenza di intercettare nuove figure professionali. Portare i neolaureati in Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari direttamente nei frutteti in fiore o nei laboratori degli stabilimenti industriali permette di mostrare la complessità, la tecnologia e la bellezza nascoste dietro a un comparto fondamentale per l’economia e l’identità nazionale. Cooperare, innovare e valorizzare: la ricetta del successo agricolo parte dalle radici romagnole per fare scuola in tutta Italia.





