Tra memoria e intrattenimento moderno, la seconda edizione del festival si trasforma in un laboratorio di musica, talento ed economia locale.
Il tempo è il traduttore globale, il traghettatore, l’anima del trasformismo o più semplicemente del cambiamento. In questo luglio corrente, emblema di estate agognata, piazza temporale semplice, a tratti goliardica, distesa sul calendario di questo 2026, viene da pensare al divertimento progettato nei nostri paesi, alle sue mutazioni inevitabili e benedette. La memoria così si trasla fin nei dintorni degli anni ’50, quando si tentava di elaborare il malloppo di dolore venuto dalla guerra arrangiandosi in ogni cosa, anche nella costruzione del divertimento. La banda musicale allora incarnava la festa nel senso più autentico della parola. I cosiddetti musicanti suonavano sui sagrati delle chiese, nelle piazze, sugli spiazzi. La gente, dopo la frugale cena, accorreva, portandosi la sedia sotto il braccio.

Il tempo fugge, ma nei nostri paesi più che altrove lascia tracce. Il passato ci nutre, ci dà occasione di sentirci parte attiva di un corpo sociale che viene da lontano. Si dà, con le feste di paese irrorate di qualche ingrediente tradizionale, un po’ di ossigeno alle nostre vite soffocate dalla prassi moderna e naturalmente si agevola in qualche modo l’economia.
L’estate sangiorgese è già partita con buona propulsione. Luglio, per la seconda edizione, ha accolto un evento tramite il quale ci racconta un po’ chi siamo, da dove veniamo, le nostre attività consolidate, i nostri talenti. Il tutto si svolge nell’area mercato di via Sant’Ignazio. È lì che si materializzano un palco, una band, tavoli, sedie, e su un lato i gonfiabili dove appaiono e scompaiono bambini in gioco. Questo a noi adulti ricorda i salti di un tempo su vecchi materassi.
La scena è d’impatto e appartiene per tre giorni al festival estivo Birraland, supportato da Mastiff Café. Quest’anno ha vinto, con merito, il Birraland Talent Show un gruppetto locale con una performance teatrale curata dall’attore Vincenzo Masone. Tale creativa espressività si va a collocare nell’ambito delle iniziative dell’Associazione Fratres, con la presidente Lucia Lombardi, persona attiva, attenta al territorio e alle sue risorse. Le tre sere anche questa volta si sono caratterizzate per tanta musica. Sul palco si sono susseguiti la Max Cover Band, gli Akillers e, in chiusura, DJ set e musica live.
Questo spazio soave, a cadenza annuale, col Contest alimenta il sogno di talenti locali, muove piccole dita di giovani suonatori di organetti, fa vibrare canzoni, traduce passi in danza. Le scene notturne di Birraland sono anche quelle di una folla variopinta, di gruppi di giovani, di famiglie, di bambini che si muovono nello spiazzo del mercato. Sono anche flash di stand gastronomici che offrono birra, coppo di pesce, gnocco fritto, porchetta, stuzzichini e tante altre prelibatezze. Il cielo sereno, la bellezza paesaggistica, la magia diffusa completano il quadro.
L’evento è ormai divenuto un cult, organizzato da tanti in collaborazione sulle note della generosità, dell’amore per il luogo natìo, della speranza nel futuro. La professoressa Lea Modola è la regista di tale occasione aggregante che si nutre di creatività e laboriosità condivisa. Gli echi di feste locali come questa, tra tripudi di passato e presente, transitano tra paesi limitrofi, determinano flussi di persone, di idee. La sinergia di Gruppi, Associazioni e Istituzioni è sempre più fattiva ed evidente a San Giorgio la Molara: un fenomeno in espansione verso tutti i paesi e i borghi dell’entroterra che così ricevono attenzione, cura e promozione.






