L’abitudine di consultare o scrollare frequentemente il cellulare può divenire un comportamento compulsivo ed è utile individuare una strategia per imparare a limitare il suo utilizzo.
Fa parte degli scopi educativi promuovere la capacità dell’individuo di mettere in atto comportamenti non perniciosi per il proprio equilibrio e quindi sani, di operare in piena autonomia e di riuscire a modulare il soddisfacimento delle proprie pulsioni, nonché di fronteggiare in maniera appropriata le frustrazioni e le situazioni di disagio nelle quali si dovesse venire a trovare.
Nell’era in cui le nuove tecnologie rischiano di occupare ogni spazio comunicativo, cognitivo e sociale dell’essere umano, è necessario avviare una riflessione sulla pervasività di esse, sulla capacità di insinuarsi nei meandri rappresentati dai tempi morti, dei meccanismi dei processi fisiologici o anche di essere presente in modo ingombrante nella quotidianità di ognuno sottraendo tempo alle faccende da svolgere, alle persone care, alla cura da dedicare alla famiglia.
Una strategia di autocontrollo del comportamento
La possibile cosa da fare è stimolare una meta-analisi affinché l’individuo valuti la situazione dall’esterno, formulando una stima quanto più possibile oggettiva – come se la situazione fosse analizzata da un osservatore esterno – sui comportamenti messi in atto. Attraverso questo giudizio acquisisce consapevolezza su come egli stesso venga condizionato dai dispositivi elettronici e sul grado di capillarità raggiunto dalla diffusione di essi. Solo dopo essere divenuto cosciente dell’invadenza dei device e di quante energie e risorse riescano a sottrargli, è possibile che adotti coscientemente una condotta chi gli permetta di limitare il ricorso a essi.
Questa meta-analisi non dev’essere occasionale o sporadica ma effettuata di frequente – per tenere alta la tensione – e ripetuta più volte al giorno. Di tanto in tanto durante la giornata bisogna trovare attimi di lucidità per fare il punto e chiedersi: «Ora cosa c’è da fare? Posso perdere il mio tempo a scrollare l’app del social?».
Attraverso questa strategia il bisogno inconsapevole di mettere in atto il comportamento compulsivo affiora alla coscienza divenendo manifesto e in tal modo può essere fronteggiato efficacemente con la mobilitazione delle proprie risorse volitive.





