15 ottobre 2026 Museo del Sannio Benevento. Il Sannio e le aree interne al centro di una riflessione sindacale e istituzionale su sanità, infrastrutture, lavoro e spopolamento promossa da CGIL e SPI CGIL.
Le aree interne italiane rappresentano il 60% del territorio nazionale e racchiudono una porzione significativa di comunità in costante lotta contro lo spopolamento, la desertificazione dei servizi essenziali e la frammentazione infrastrutturale. Per trasformare questa condizione da perenne emergenza a concreta opportunità di crescita, si è tenuto un incontro promosso dalle parti sociali e dalle istituzioni territoriali. Il dibattito ha messo in luce una chiara convergenza: non servono finanziamenti a pioggia privi di regia, ma un piano strategico integrato capace di connettere risorse economiche, innovazione tecnologica, competenze giovanili e coesione sociale. Attraverso un’analisi approfondita delle posizioni dei nove relatori, il quadro che emerge traccia una roadmap condivisa per rilanciare non solo il Sannio, ma l’intero sistema Paese.
1. La visione strategica del sindacato locale: l’analisi di Giuseppe Vassallo

L’intervento introduttivo di Giuseppe Vassallo, Segretario Generale dello SPI CGIL Benevento, ha aperto i lavori definendo i contorni operativi del confronto. Vassallo ha posto l’accento sulla necessità che il dibattito non si fermi a un mero esercizio formale, ma diventi un cantiere d’azione di sostanza. Nel delineare il ruolo del sindacato dei pensionati, ha ricordato come la difesa dei diritti fondamentali – dalla sanità al welfare – passi inevitabilmente attraverso la qualità della vita nelle zone interne, dove la perdita costante di circa 1.500 residenti all’anno mina alla radice la tenuta sociale. Le problematiche evidenziate spaziano dalla precarietà lavorativa all’inadeguatezza della viabilità (come dimostrato dall’alta incidentalità sulla SS 372 Telesina), fino alla mancanza di sicurezza sul lavoro. Per invertire la rotta, Vassallo propone l’istituzione di una Consulta Provinciale permanente tra Comuni, università, imprese e parti sociali per coordinare la programmazione e integrare l’economia interna con quella costiera.
2. Governance integrata e infrastrutture digitali: la posizione di Franco Tavella

Franco Tavella, Responsabile del Dipartimento Aree Interne SPI CGIL Campania, ha ampliato la prospettiva verso il contesto nazionale. Pur prendendo atto che per la prima volta vi è una diffusa attenzione pubblica su questi argomenti, Tavella ha denunciato la presenza di orientamenti politici che tendono a ratificare il declino delle zone interne. Il problema principale non è rappresentato dalla mancanza di risorse – data l’abbondanza di PNNR e fondi di coesione –, bensì dalla loro effettiva spendibilità e gestione. Il sindacato chiede un cambio di paradigma: la priorità deve andare al potenziamento delle infrastrutture digitali prima ancora che a quelle tradizionali, abilitando servizi decisivi come la telemedicina e il lavoro agile. Con il 52% dei comuni italiani classificati come aree interne, la partita della coesione territoriale rappresenta, secondo Tavella, la vera sfida per il futuro economico di tutta la nazione.
3. Agricoltura e transizione agroecologica: l’approccio di Francesco Nardone

Nel suo intervento per Futuridea, Francesco Nardone ha richiamato la platea a superare la retorica e i vecchi slogan, evitando che le aree interne vengano liquidate come una sorta di “questione meridionale 2.0”. Nardone ha focalizzato l’attenzione sull’agricoltura, elemento essenziale non solo per la produzione ma per la cura del paesaggio e la salute pubblica. Di fronte al rincaro dei costi energetici e dei fertilizzanti che mettono in ginocchio i produttori, si rende necessario un piano di transizione eno-agroecologica che sfrutti capannoni ed edifici rurali privi di utilizzo per l’energia solare, evitando il consumo di suolo fertile. In parallelo, Nardone ha evidenziato l’esigenza di potenziare la capacità amministrativa dei piccoli comuni – spesso privi di tecnici specializzati – attraverso una regia provinciale unitaria e percorsi formativi innovativi sul digitale, come l’ITS “Regia Aeronautica” di Benevento.
4. Cultura della positività e formazione tecnica: la testimonianza di Carlo Mazzone

Carlo Mazzone, fondatore di Sannio Valley e già finalista del Global Teacher Prize, ha portato nel dibattito una profonda riflessione pedagogica e sociale. Partendo dalla critica al diffuso pessimismo e alla narrazione negativa che spesso soffocano la voglia di fare nei territori marginali, Mazzone ha ribadito il valore pedagogico dell’esempio e dei racconti virtuosi. Condividendo la propria esperienza e le iniziative volte a destinare fondi e premi agli studenti delle scuole campane, ha dimostrato come la formazione di eccellenza sia il miglior antidoto alla rassegnazione. Per frenare l’esodo giovanile, non servono solo sussidi ma investimenti decisi nella formazione specialistica – in particolare su Intelligenza Artificiale e cybersecurity –, capaci di integrare agricoltura ecologica e tecnologia avanzata rendendo i borghi attrattivi per le nuove generazioni.
5. Il legame tra università e impresa: la proposta di Francesca Paola Chianello

L’intervento della Vicepresidente di Confindustria Benevento, Francesca Paola Chianello, si è concentrato sulle condizioni necessarie per rendere le aree interne luoghi fertili per l’intrapresa economica. Chianello ha affrontato la contraddizione del Mezzogiorno, capace di formare eccellenti professionalità ma incapace di trattenerle a causa della carenza di sbocchi occupazionali qualificati. A tal proposito, Confindustria Benevento ha promosso il progetto “Sannio Next Generation” in collaborazione con l’Università del Sannio, garantendo tirocini retribuiti di 12 mesi nelle imprese locali per agevolare il passaggio dalla formazione al lavoro. Oltre all’inserimento dei giovani nel tessuto produttivo, per il sistema industriale rimangono fondamentali gli investimenti nella mobilità fisica e nelle reti di telecomunicazione per connettere la produzione aziendale con i mercati globali.
6. Semplificazione e centralità dei piccoli comuni: l’analisi di Zaccaria Spina

Zaccaria Spina, referente nazionale dell’UNPCI (Unione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia), ha offerto la prospettiva delle amministrazioni di frontiera. Spina ha criticato con fermezza la complessità burocratica e i ritardi che accompagnano la gestione delle Strategie Nazionali per le Aree Interne (SNAI). Troppo spesso, i finanziamenti vengono erogati tramite bandi rigidi e poco conformi alle reali necessità locali, col rischio di generare interventi frammentati o cattedrali nel deserto. L’UNPCI chiede una consultazione preventiva vincolante con i sindaci nella fase di programmazione finanziaria. Il contrasto alla spopolamento, per Spina, richiede anzitutto la tutela della sanità di prossimità attraverso i presidi territoriali e un sistema di mobilità flessibile, basato anche sul trasporto a chiamata, capace di rompere l’isolamento dei borghi più periferici.
7. Responsabilità politica e infrastrutture: il punto di vista di Luciano Valle

Luciano Valle, Segretario Generale della CGIL Benevento, ha affrontato il tema delle responsabilità politiche ed istituzionali nel determinare il declino dei territori interni. Pur rimarcando i successi accademici dell’Università di Benevento, classificata ai vertici nazionali nei settori dell’ingegneria e dell’informatica, Valle ne ha evidenziato le contraddizioni strutturali: gli stessi studenti residenti nella provincia incontrano enormi difficoltà nel raggiungere il capoluogo a causa di trasporti pubblici totalmente insufficienti. Il Segretario ha ribadito che lo spopolamento non rappresenta un destino ineluttabile, bensì il risultato di scelte politiche errate e prive di visione strategica compiute negli ultimi decenni. Per superare l’inefficienza dei fondi calati dall’alto, Valle ha sollecitato la nascita di un’alleanza territoriale tra sindacati, atenei, enti locali e imprese per esigere interventi infrastrutturali concreti.
8. Le difficoltà amministrative dei sindaci: l’esperienza di Francesco Galieta

Attraverso la testimonianza diretta di Francesco Galieta, Sindaco del Comune di Melizzano, il convegno ha analizzato le problematiche operative dei primi cittadini. Galieta ha illustrato il dramma dell’inverno demografico citando i dati reali del proprio municipio, dove le nascite si sono ridotte a pochissime unità all’anno, rendendo vani i finanziamenti per progetti scolastici regionali destinati a plessi a rischio chiusura. I piccoli enti locali soffrono per la carenza organica di personale tecnico e contabile, trovandosi a sostenere costi sproporzionati per servizi primari come lo scuolabus rurali. Inoltre, il sindaco ha evidenziato come i grandi cantieri delle infrastrutture nazionali, tra cui l’Alta Capacità, creino disagi immediati ai residenti senza portare compensazioni socio-economiche immediate al territorio, costringendo le municipalità a fare affidamento quasi esclusivo su reti promozionali autogestite.
9. Tutela della longevità e punti di ascolto: le conclusioni di Giorgio Cerquetani

L’ultimo contributo è stato affidato a Giorgio Cerquetani, in rappresentanza dello SPI CGIL Nazionale, che ha concentrato la sua analisi sulla condizione delle fasce della popolazione più anziana. Pur in presenza di un trend positivo di longevità nel Paese, chi risiede nelle aree interne deve fare i conti con isolamento sociale, lontananza dai centri sanitari e carenza di assistenza di base. In questo contesti, la rete sindacale locale svolge una vera e propria funzione di welfare integrativo grazie ai “punti di ascolto sociale”, creati per orientare i cittadini nell’accesso ai servizi socio-assistenziali. Esaminando l’impatto delle SNAI e dei fondi PNRR, Cerquetani ha rimarcato che l’erogazione di finanziamenti non produce effetti positivi se non accompagnata da un potenziamento strutturale degli organici comunali e da una regia pubblica attenta ai diritti primari.
Sintesi e prospettive per uno sviluppo policentrico

Il dibattito ha confermato che la questione delle aree interne non rappresenta una rivendicazione assistenziale, ma una priorità politica ed economica strategica. Le risorse messe a disposizione dalla programmazione europea e nazionale possono generare impatti duraturi solo se inserite in un quadro d’insieme basato su governance partecipata, sviluppo di competenze tecnologiche, sostegno all’agricoltura sostenibile e garanzia dei servizi primari. Superare la frammentazione e connettere le aree interne al resto del Paese costituisce la condizione indispensabile per assicurare una crescita equilibrata e sostenibile.





