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Una buona notizia per tutti: il Sannio è al top sulla sicurezza alimentare

gaetanovessichelli 15 Aprile 2011 3 minuti letti

Che la provincia di Benevento fosse un territorio complessivamente integro sotto il profilo ambientale era intuibile. Ma quando sono i numeri a dirlo, con eloquente chiarezza, non si può che restarne piacevolmente colpiti. Nel 2010 solo 68 prodotti sui 28.500 esaminati sono risultati non conformi ai parametri di legge sulla sicurezza alimentare. Soltanto lo 0,24 per cento dei campioni di carne, latte, uova, miele, ortaggi, vino, olio, e quant’altro dispensa con abbondanza la terra sannita, non ha superato gli esami microbiologici e chimici, i test di contaminazione e le verifiche su frodi e sofisticazioni.   
Numeri davvero incoraggianti quelli stilati dall’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno di Portici. I laboratori dell’Istituto hanno esaminato migliaia di prelievi condotti sul campo dall’Asl e dal Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri. Verifiche effettuate in alcuni casi a campione e in altri sulla scorta delle segnalazioni trasmesse dall’Osservatorio regionale sulla sicurezza alimentare (Orsa) che utilizza sistemi satellitari per il monitoraggio del territorio campano. “L’Orsa – spiega il commissario dell’Istituto di zooprofilassi di Portici, Antonio Limone – è una struttura di cui la Campania può andar fiera perchè unica in ambito nazionale. Grazie alla rilevazione in tempo reale delle modificazioni che intervengono sul territorio regionale, gli organismi deputati alla vigilanza ambientale possono eseguire con immediatezza i controlli sul territorio. Per quanto riguarda il Sannio, per fare un esempio, è stato possibile accertare ad Airola un caso di contaminazione da diossina di un allevamento ovino provocato dall’incendio di pneumatici verificatosi in zona. Grazie all’archivio georeferenziato delle aziende operanti in Campania, abbiamo individuato rapidamente quali strutture nel raggio di 3 chilometri potevano essere state interessate dagli agenti inquinanti prodotti dalla combustione e l’Asl di Benevento ha eseguito controlli pressochè immediati”.
Un caso legato ad un episodio contingente e non alla natura strutturale dell’ecosistema sannita che si caratterizza ancora per la sua integrità: “I controlli effettuati nel 2010 – spiega Limone – hanno confermato che la provincia di Benevento può vantare un altissimo livello di naturalità. I 68 casi di non conformità accertati sui prodotti sanniti, su un totale di 28.500 campioni, riguardano per la gran parte il cattivo stato di conservazione degli alimenti. Difetti imputabili quindi alla fase di trasformazione e non a quella di produzione. Il Sannio mantiene tuttora una grande integrità delle matrici ambientali che merita di essere difesa strenuamente. E’ una ricchezza che potrebbe fare della provincia di Benevento un territorio all’avanguardia nel campo delle produzioni alimentari di qualità. I presupposti ambientali perchè ciò avvenga ci sono tutti. Occorre maggiore determinazione nel mettere in campo tutte le azioni necessarie a tradurre un grande potenziale in una grande risorsa economica. Ad esempio, la provincia di Benevento è la maggiore produttrice in Campania di suini con 54.000 capi allevati in un ambiente tra i più sani. Presupposti importanti, ma perchè ciò si trasformi in un prodotto riconosciuto sui mercati nazionali e internazionali, come è accaduto ai prosciutti ‘Parma’ o ‘San Daniele’, è necessario che i produttori si consorzino attorno a un disciplinare di qualità che garantisca i consumatori. Il Sannio ha inoltre una razza bovina, la ‘Marchigiana’, che non ha nulla da invidiare alla ‘Chianina’. Anche la cunicoltura è su buonissimi livelli quanti-qualitativi. Occorre quindi mantenere gli attuali livelli di integrità ambientale – conclude Limone – e difendere la identità produttiva locale senza indulgere a scorciatoie come l’utilizzo di latte proveniente dalla Germania per confezionare formaggi ‘sanniti’ ”. 

fonte Il Sannio

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