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Parco agricolo, verde, archelogico dell’antica Appia

Orlando Vella 14 Luglio 2013 8 minuti letti

La parte occidentale della città, trovandosi nei pressi della confluenza del fiume Sabato e del Calore si configura come molto interessante per la sua ricchezza di verde, patrimonio archeologico, monumenti, attività agricola con antiche masserie.

Il nuovo strumento urbanistico individua la maggior parte di quast’area come “E1” interessata all’agricoltura tipica e specializzata; ciò nonostante vi è un progetto che prevede la costruzione di 426 alloggi dell’ housing sociale che contraddice sia la destinazione agricola che l’eventuale istituzione di un Parco

UN’AREA DA RESTITUIRE AI CITTADINI. I cittadini di Benevento, oltre alla villa comunale, istituita 150 anni fa, non hanno degli spazi verdi, ricchi di ossigeno dove potere passeggiare. Basta percorrere, qualche mattina, via Aldo Moro o Via Grimoaldo Re, per rendersi conto che sono quelli i luoghi prescelti per fare moto con il rischio di intossicarsi con gli scarichi delle auto.

LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA APPROFONDISCE E PROPONE. Prendendo a riferimento il lavoro svolto sul territorio di Benevento, all’inizio del secolo scorso, intitolato “Lungo la Via Appia e Traiana” con le fotografie di Robert Gardner e Thomas Ashby , ora conservato alla British School di Roma, la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Benevento, Avellino, Caserta e Salerno, ha deciso di effettuare degli approfondimenti sulla Via Appia nel tratto che da Ponte Corvo entra a Benevento e nel tratto in uscita dalla città fino al Ponte Rotto di Apice, sotto la guida della Dott.ssa Luigina Tomay. Questo lavoro è stato pubblicato nel 2012 in un volume dall’identico nome edito dalla Delta 3 Edizioni – Grottaminarda (AV)

Nei pressi di Santa Clementina sono state eseguite prospezioni che hanno restituito tombe, con i loro tradizionali corredi e basamenti di monumenti funerari; d’altronde, non lontano da lì, è bene visibile il nucleo cementizio, sormontato da un crocefisso, di un mausoleo funerario trasformato in religiosità popolare, di cui parlano gli autori del libro già nel 1913. Sullo stesso lato affiorano a livello di terra basamenti della stessa natura. Sul lato opposta della strada sotto la scarpata della strada attuale, si conserva un lungo muro di conte­nimento di età romana, che in alcuni punti presenta ancora il para­mento in opera mista. Nonostante la fitta vegetazione in almeno tre punti sono stati individuati lungo questo versante i basamenti di altrettanti edifici funerari.

“Tale documentazione restituisce l’immagine di un tratto della via Appia che, immediatamente prima del suo ingresso in città, era delimitata su entrambi i lati da monumenti sepolcrali, così come ben conosciamo da altre realtà meglio conservate (Roma, Capua)

Fortemente auspicabile è l’avvio di un progetto di recupero e valo­rizzazione dell’intera area che, nonostante i recenti interventi edi­lizi, continua a mantenere caratteri spiccatamente rurali. Prioritari appaiono il rilievo topografico e il recupero conservativo dei monumenti funerari, che potrebbero rappresentare il primo passo verso la creazione di un Parco Archeologico extraurbano, da raccordare ai monumenti e ai percorsi archeologici già visita­bili in città.”

Infatti nelle immediate vicinanze vi è il Ponte Leproso, l’Anfiteatro di Benevento, il criptoportico Santi Quaranta, il Parco verde Archeologico di Cellarulo, il Ponte Fratto, tutti monumenti e luoghi bisognosi di sistemazione e da rendere fruibili per i cittadini. Non sono da escludere nella valorizzazione, gli edifici di culto come la chiesa di S. Cosimo e S. Clementina

UN’AREA VERDE CON IMPORTANTI MASSERIE STORICHE. In Contrada S. Clementina viene praticata l’agricoltura tipica e specializzata; molte famiglie continuano una tradizione secolare degli orti familiari. Vi è la presenza di importanti esempi di masserie storiche a testimoniare l’esistenza di un’agricoltura ricca di cultura e tradizioni che sono in uno stato di abbandono; questa ricchezza potrebbero andare dispersa se non recuperati in tempo .

Inoltre, l’alveo del fiume Sabato è considerato corridoio ecologico dal PUC. Questo è una importante acquisizione da preservare ed incentivare perché molte specie, tra cui uccelli, mammiferi, ma anche insetti impollinatori migrano attraverso queste aree per spostarsi alla ricerca negli ambienti più adatti per la loro sopravvivenza.

Un’altra area verde è quella del Lungo Sabato Boulevard che attualmente versa in uno stato di abbandono e che dovrebbe essere organizzata e resa fruibile, magari destinando un pezzo dell’area agli orti sociali.

Per queste ragioni Il Comitato Locale del Forun Salviamo il Paesaggio lancia, in sintesi, questa idea di forte prospettiva culturale, sociale, economica e di vivibilità urbana in grado di dare senso e slancio ad una soluzione complessiva a tutta l’area occidentale della città.

La parte occidentale della città, trovandosi nei pressi della confluenza del fiume Sabato e del Calore si configura come molto interessante per la sua ricchezza di verde, patrimonio archeologico, monumenti, attività agricola con antiche masserie.

Il nuovo strumento urbanistico individua la maggior parte di quast’area come “E1” interessata all’agricoltura tipica e specializzata; ciò nonostante vi è un progetto che prevede la costruzione di 426 alloggi dell’ housing sociale che contraddice sia la destinazione agricola che l’eventuale istituzione di un Parco

UN’AREA DA RESTITUIRE AI CITTADINI. I cittadini di Benevento, oltre alla villa comunale, istituita 150 anni fa, non hanno degli spazi verdi, ricchi di ossigeno dove potere passeggiare. Basta percorrere, qualche mattina, via Aldo Moro o Via Grimoaldo Re, per rendersi conto che sono quelli i luoghi prescelti per fare moto con il rischio di intossicarsi con gli scarichi delle auto.

LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA APPROFONDISCE E PROPONE. Prendendo a riferimento il lavoro svolto sul territorio di Benevento, all’inizio del secolo scorso, intitolato “Lungo la Via Appia e Traiana” con le fotografie di Robert Gardner e Thomas Ashby , ora conservato alla British School di Roma, la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Benevento, Avellino, Caserta e Salerno, ha deciso di effettuare degli approfondimenti sulla Via Appia nel tratto che da Ponte Corvo entra a Benevento e nel tratto in uscita dalla città fino al Ponte Rotto di Apice, sotto la guida della Dott.ssa Luigina Tomay. Questo lavoro è stato pubblicato nel 2012 in un volume dall’identico nome edito dalla Delta 3 Edizioni – Grottaminarda (AV)

Nei pressi di Santa Clementina sono state eseguite prospezioni che hanno restituito tombe, con i loro tradizionali corredi e basamenti di monumenti funerari; d’altronde, non lontano da lì, è bene visibile il nucleo cementizio, sormontato da un crocefisso, di un mausoleo funerario trasformato in religiosità popolare, di cui parlano gli autori del libro già nel 1913. Sullo stesso lato affiorano a livello di terra basamenti della stessa natura. Sul lato opposta della strada sotto la scarpata della strada attuale, si conserva un lungo muro di conte­nimento di età romana, che in alcuni punti presenta ancora il para­mento in opera mista. Nonostante la fitta vegetazione in almeno tre punti sono stati individuati lungo questo versante i basamenti di altrettanti edifici funerari.

“Tale documentazione restituisce l’immagine di un tratto della via Appia che, immediatamente prima del suo ingresso in città, era delimitata su entrambi i lati da monumenti sepolcrali, così come ben conosciamo da altre realtà meglio conservate (Roma, Capua)

Fortemente auspicabile è l’avvio di un progetto di recupero e valo­rizzazione dell’intera area che, nonostante i recenti interventi edi­lizi, continua a mantenere caratteri spiccatamente rurali. Prioritari appaiono il rilievo topografico e il recupero conservativo dei monumenti funerari, che potrebbero rappresentare il primo passo verso la creazione di un Parco Archeologico extraurbano, da raccordare ai monumenti e ai percorsi archeologici già visita­bili in città.”

Infatti nelle immediate vicinanze vi è il Ponte Leproso, l’Anfiteatro di Benevento, il criptoportico Santi Quaranta, il Parco verde Archeologico di Cellarulo, il Ponte Fratto, tutti monumenti e luoghi bisognosi di sistemazione e da rendere fruibili per i cittadini. Non sono da escludere nella valorizzazione, gli edifici di culto come la chiesa di S. Cosimo e S. Clementina

UN’AREA VERDE CON IMPORTANTI MASSERIE STORICHE. In Contrada S. Clementina viene praticata l’agricoltura tipica e specializzata; molte famiglie continuano una tradizione secolare degli orti familiari. Vi è la presenza di importanti esempi di masserie storiche a testimoniare l’esistenza di un’agricoltura ricca di cultura e tradizioni che sono in uno stato di abbandono; questa ricchezza potrebbero andare dispersa se non recuperati in tempo .

Inoltre, l’alveo del fiume Sabato è considerato corridoio ecologico dal PUC. Questo è una importante acquisizione da preservare ed incentivare perché molte specie, tra cui uccelli, mammiferi, ma anche insetti impollinatori migrano attraverso queste aree per spostarsi alla ricerca negli ambienti più adatti per la loro sopravvivenza.

Un’altra area verde è quella del Lungo Sabato Boulevard che attualmente versa in uno stato di abbandono e che dovrebbe essere organizzata e resa fruibile, magari destinando un pezzo dell’area agli orti sociali.

Per queste ragioni Il Comitato Locale del Forun Salviamo il Paesaggio lancia, in sintesi, questa idea di forte prospettiva culturale, sociale, economica e di vivibilità urbana in grado di dare senso e slancio ad una soluzione complessiva a tutta l’area occidentale della città.

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