Siamo alle solite: STIR pieni, sta precipitando la gestione rifiuti in Campania

pubblicato da entroterra.org il giorno 17 Giugno 2011


Giugno 17, 2011

Per una situazione “che è già in blocco”, il governatore campano Stefano Caldoro auspica ancora un intervento legislativo del governo dopo lo stop di oggi. “E’ un provvedimento che andava fatto quindici giorni fa – ricorda – e ogni giorno che passa è un giorno perso”.
 

La soluzione della richiesta dello stato di emergenza è dietro l’angolo: “Ho già sul tavolo – dice – la lettera di tre province su cinque, Salerno, Napoli e Benevento, che denunciano la loro non autosufficienza. Caserta e Avellino mi dicono che hanno i loro impianti Stir pieni e prevedono che vadano in blocco nel giro di una settimana. A quel punto sarebbero cinque province su cinque e la Regione non potrebbe che fare una presa d’atto che l’unica possibilità sono i flussi extraregionali. E dopo – osserva – non c’é altro che lo stato d’emergenza”.
 

Per Caldoro la via da seguire è sollecitare i sindaci a fare intese istituzionali se non sono in grado di essere autonomi. “Noi gli daremo una mano – promette – come Regione tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, ma ora sta agli enti locali che hanno competenza esclusiva sull’impiantistica realizzare nei loro piani il ciclo autonomo come ha fatto il sindaco rosso-verde di Barcellona, dove c’era un situazione tipo Napoli, che ha fatto un accordo che prevede il termovalorizzatore in città, le discariche nei comuni previo ristoro ambientale, e gli impianti intermedi scelti su altri territori. Sollecito – prosegue Caldoro – sindaci ed enti locali a fare questo tipo di accordi perché ognuno si doti del suo ciclo autonomo. La Regione non ha il potere per imporlo per legge, ma possiamo sollecitarlo.
Mi auguro ci sia la serenità per affrontare il problema senza guerre, ma con serietà e con la piena collaborazione di tutti. Con le intese istituzioanli il problema si può risolvere: questa è la strada”. C’é poi il dibattito sul termovalorizzatore a Napoli che continua a far discutere. La posizione dell’Ue sembra in sintonia con quella del governatore che non perde occasione per prendere la palla al balzo: “L’Europa – ha sottolineato – ci chiede di fare dei passi: oltre a discariche e alla differenziata, evidenzia l’essenzialità degli impianti finali che non possono che essere a caldo e non a freddo che altro non sono che delle discariche meccaniche. Quella è la tipologia di impianto che l’Ue prevede e a cui adeguarsi anche se vogliamo uscire dall’infrazione”.