OK alla fusione Bayer-Monsanto, l’Europa si piega così al volere delle multinazionali.

pubblicato da Orlando Vella il giorno 24 marzo 2018


La Commissione europea ha dato il via libera alla nascita del colosso dei prodotti per l’agricoltura. La decisione ha scontentato tanti, alcune associazioni invitano a utilizzare l’hashtag #mergerfromhell, matrimonio infernale, per condannare la concentrazione in poche mani il potere nel settore agricolo.

Nettamente contrario anche il Movimento 5 Stelle che si fa sentire attraverso Eleonora Evi del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta: con l’ok della Commissione europea alla fusione Bayer-Monsanto nasce un mostruoso leviatano che produrrà pesticidi, OGM e i farmaci per curarsi dalla contaminazione delle sostanze contenute negli stessi pesticidi prodotti”.

Al contrario –e non poteva essere diversamente-, grande soddisfazione è stata espressa da Bayer. “L’ok della Ue è per noi un grande successo – ha detto il numero uno di Bayer Werner Baumann -. Grazie alla fusione con Monsanto aiuteremo gli agricoltori di tutto il mondo a creare cibo più nutriente in modo sostenibile con beneficio per i consumatori e per l’ambiente”.

La fusione darà vita ad un colosso capace di controllare, con Chemchina-Syngenta e Dow-Dupont, il 75% del settore dei sementi e dei prodotti fitosanitari a livello globale.

In realtà tale percentuale dovrebbe scendere poiché Bruxelles ha posto come condizione alla fusione, da 66 miliardi di euro, che Bayer ceda asset strategici per 7,4 miliardi.

In particolare verranno cedute a Basf, altra ditta tedesca, alcune attività industriali tra cui quelle del cotone e della soia e l’intero comparto ortofrutta, della piattaforma di ricerca per il grano ibrido e di alcuni erbicidi a base di glifosato nel vecchio continente.

Bayer si è impegnata a concedere in licenza a Basf una copia della sua offerta mondiale sull’agricoltura digitale, mantenendo la concorrenza attraverso la possibilità per Basf di replicare la posizione di Bayer nell’agricoltura digitale all’interno dell’area economica europea.