IL FILM “PADRI E FIGLIE” (Traumi infantili e conseguenze)

pubblicato da Giovanna D'Arbitrio il giorno 21 novembre 2015


novembre 21, 2015

Il nuovo film di Gabriele Muccino, “Padri e Figlie”, racconta la storia di Jake Davis (Russell Crowe), scrittore di successo rimasto vedovo in seguito ad un incidente stradale, il quale è costretto ad occuparsi da solo di sua figlia, la piccola e amata Katie(Kylie Rogers). Come se ciò non bastasse, comincia a soffrire di attacchi epilettici e così prova a farsi curare in una clinica, affidando la bimba agli zii.

Dopo sette mesi viene dimesso e ritorna a casa con la figlia, ma per lui le difficoltà non sono affatto finite: la malattia continua ad affliggerlo, i critici stroncano il suo nuovo libro, i debiti lo strangolano e per di più i parenti gli fanno causa per ottenere l’adozione della bambina.

Con un notevole salto temporale, il film poi ci conduce al presente e ritroviamo una Katie adulta (Amanda Seyfried), divenuta assistente sociale, mentre si occupa di una ragazzina che si rifiuta di parlare.

Da continui flashback che ci riportano all’ infanzia apprendiamo i dolorosi eventi che hanno segnato profondamente la psiche di Katie: morte inaspettata del padre e adozione da parte di sua  zia che in seguito divorzia e trova rifugio nell’alcool.

I traumi subiti da piccola l’hanno segnata  a tal punto da condizionare i suoi rapporti con gli uomini, ridotti solo a squallide, occasionali esperienze sessuali, consumate perfino nei bagni di locali di terz’ordine.

Lo spettatore si sente piuttosto disorientato, poiché la delicata immagine della sensibile bimba legata al padre da un profondo affetto viene “sporcata” da quella di una ninfomane che abborda maschi vogliosi ogni volta che si sente in crisi compulsiva-depressiva: per giustificare tali comportamenti qualche spettatore arriva perfino ad ipotizzare abusi sessuali da parte degli zii, ma non è così poiché si comprende gradualmente che tutto è generato da una sindrome dell’abbandono che affonda le radici nell’improvvisa morte del padre. Il film arriva con difficoltà a un happy ending, quando Katie  incontra Cameron (Aaron Paul), il vero amore che l’aiuterà a superare i suoi problemi.

“Padri e figlie”, comunque, riesce a commuovere e far discutere e, nonostante il gap d’immagine nel personaggio di Katie, il rapporto padre-figlia esce vincente per la bravura degli interpreti  in un cast di grandi attori (ricordiamo anche Jane Fonda in un ruolo secondario). La sceneggiatura a quanto pare è basata su un testo preesistente  di Shane Huribut, la bella colonna sonora è di Paolo Buonvino.

G. Muccino è un abile regista, noto a livello nazionale e internazionale per film centrati su rapporti familiari e sentimenti,  come L’ultimo bacio, Ricordati di me, Baciami ancora, Quel che so dell’amore, La ricerca della felicità e Sette Anime.