I Microbirrifici e le birre artigianali d’Italia

pubblicato da Carmelo Cannarella il giorno 3 febbraio 2012


Si tratta di importanti esempi di imprenditorialità rurale locale che devono essere valorizzati e promossi

“Ci sono tantissimi imprenditori che, nonostante le tante difficoltà congiunturali, continuano a lavorare sul serio spesso contribuendo a trainare molte economie territoriali nostrane”

In questi ultimi mesi le banche, le società di rating e le società finanziarie, con i loro manager e professionisti in “giacca e cravatta”, hanno pressoché monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media. Certamente questi signori non hanno fatto e continuano a non fare una bella figura dato che la loro  unica occupazione sembra quella di creare ricchezze fittizie che in poche ore vengono bruciate nel nulla con pesanti ripercussioni sull’economia reale e su tutti noi. Ma che fine ha fatto l’economia reale? In effetti se ne è parlato molto poco e quel poco di cui se ne è parlato ha riguardato la grandi imprese alla prese con guai veramente molto seri. E le piccole imprese? E le tante realtà produttive che connotano le economie rurali dei nostri territori? Mentre i manager continuano ad alambiccarsi con le loro formule fasulle di alchimia finanziaria degne dell’estro di una J. K. Rowling (l’autrice di Harry Potter per chi non lo sapesse), ci sono tantissimi imprenditori che, nonostante le tante difficoltà congiunturali, continuano a lavorare sul serio spesso contribuendo a trainare molte economie territoriali nostrane. In queste attività locali si possono nascondere le potenzialità di una ripresa complessiva dell’economia nazionale con la creazione di circuiti produttivi virtuosi capaci di creare sviluppo e lavoro soprattutto per i giovani. Ci sono molti esempi positivi di queste manifestazioni locali di imprenditorialità e di lavoro utile e credo che sia importante dare loro un po’ di spazio anche perché possono fungere da buon esempio del “saper fare” delle nostre economie rurali. E’ questo il caso ad esempio dei microbirrifici italiani, piccole realtà produttive dedicate alla produzione di birra artigianale. E’ vero che l’Italia è la terra del vino, ma la birra è una bevanda altrettanto antica che ha la sua tradizione, non solo nei paesi del Nord Europa, ma anche in Italia. Su queste basi si è sviluppato recentemente un interessante tessuto produttivo composto da più di 350 microbirrifici sparsi sul tutto il territorio nazionale. Molto spesso questi artigiani della birra sono la materializzazione della stessa filosofia che ispira molti altri artigiani rurali del cibo ovvero produttori locali di salumi, formaggi, miele, vino, pastai, ecc… Insomma esaltando vocazioni e materie prime locali riescono a diventare un’espressione viva e autentica dell’economia territoriale. Grazie alla stessa passione è stato infatti possibile coltivare una cultura della birra che da un lato ha visto nascere la ricerca dell’abbinamento fra birre artigianali e piatti della cucina locale e dall’altro il progressivo sviluppo di forme di turismo legate alla birra: in questo caso, grazie alla collaborazione fra microbirrifici che impiegano ingredienti autoctoni e amministrazioni locali, si assiste oggi alla proliferazione di eventi che, tramite il volano della birra artigianale, riescono a promuovere validamente culture, produzioni e tradizioni locali nel loro complesso. Il settore delle birre artigianali e dei microbirrifici è un settore giovane anche perché composto proprio da giovani e dotato di una forte propensione ai giovani. Anche questo spiega la grande dinamicità e la forte inclinazione alla sperimentazione che hanno molte di queste imprese. Molto spesso infatti i microbirrifici mettono realmente in pratica la filosofia del “chilometro zero”: ed ecco che troviamo, nelle zone vocate, birrerie artigiane che producono birre alla castagne oppure al farro nel Centro-Italia oppure ancora con l’utilizzo di varietà di frutta locale magari certificate da origine controllata o protetta e spesso facenti parte di un presidio Slow Food.

Certamente, dato che si tratta di imprese di piccole dimensioni, i microbirrifici devono fare i conti con alcune problematicità legate prima di tutto ai costi, causati anche dalla notevole qualità del prodotto finito e alle difficoltà di commercializzazione e visibilità: tutto questo contribuisce a spiegare anche il prezzo maggiore di una birra artigianale rispetto a quella industriale. Ciò si innesta sulla sfavorevole congiuntura economica che causa una riduzione sensibile nei consumi. Insomma si tratta di un settore che oggi presenta condizioni marcate di fragilità. Per questo quindi le amministrazioni locali devono essere particolarmente sensibili nei confronti di questo settore che deve essere valorizzato proprio per le sue capacità intrinseche di creare ricchezza e occupazione a livello locale.

Per sapere di più su questo settore si possono consultare alcune guide come ad esempio quella di Slow Food (“Guida alle Birre D’Italia”) oppure l’Annuario Infobirra d’Italia 2011-2012. Esistono molte associazioni di produttori reperibili in rete dove è possibile avere molte informazioni. Segnalo inoltre questa pagina web: http://www.mondobirra.org/birrificio.htm. Qui è possibile avere delle prime informazioni su come aprire ed avviare un birrificio.