L’emergenza rifiuti mai finita… ecco le promesse di Berlusconi

pubblicato da Centro Sociale Autogestito Depistaggio il giorno 20 Ottobre 2010


Ottobre 20, 2010

Un’altra perla si aggiunge all’emergenza rifiuti in Campania. Questa notte il Presidente della Regione Campania, esponente di quel PDL di Berlusconi e De Girolamo che avevano dichiarata chiusa l’emergenza, ha firmato un’ordinanza urgente per lo sversamento dei rifiuti (ad oggi circa 250 tonnellate) che si trovano per le strade di Napoli e della provincia.
L’ordinanza motivata “…per scongiurare, a causa del protrarsi e l’ulteriore accumularsi dei rifiuti medesimi nei centri urbani, pericoli gravi per l’igiene e la salute dei cittadini.” Davvero non riusciamo a comprendere. Con questo si vuole dire che altri cittadini forse di serie B possono correre invece gravi pericoli per l’igiene e la salute?
A Terzigno negli ultimi giorni sono stati sequestrati camion carichi di rifiuti speciali, pieni di percolato, che adesso arriveranno a Sant’Arcangelo, a Savignano, a San Tammaro. Zone già ferite dall’emergenza rifiuti, che hanno fatto già solidarietà, che stanno pagando il prezzo dell’emergenza. Se Terzigno è parco, Sant’Arcangelo è zona agricola, da una parte si tutela l’ambiente, dall’altro lo si usa come risorsa.
Ancora. L’ordinanza è motivata dicendo che “…l’intervento si è reso necessario per arginare e superare l’attuale situazione di crisi..”. Saremmo davvero contenti di sapere che l’attuale situazione di crisi possa essere superata, invece i 15 anni di commissariamento ci hanno insegnato che non solo altri territori pagano le incapacità delle amministrazioni di risolvere la crisi, ma soprattutto che l’emergenza permanente è diventato lo strumento privilegiato per il drenaggio di denaro pubblico da parte di una classe politica e imprenditoriale parassitaria che lucra sulla devastazione ambientale. ci ha insegnato solo che ciclicamente altri territori pagano le incapacità delle amministrazioni di risolvere la crisi.
Non è certo colpa dei cittadini resistenti di Terzigno, se Caldoro ha scelto questa soluzione che penalizza ancora una volta le zone interne.
Non vogliamo la guerra tra poveri, tra i territori rurali e i contesti urbani, ma un fronte comune di resistenza delle comunità in lotta contro l’emergenza rifiuti.
Prepariamo un’assemblea territoriale attraverso la quale decidere quali forme di lotta e resistenza mettere in campo per fermare questo scempio del territorio.

Se non sono i nostri politici, che tanto promettono e tanto si sono impegnati a parole sulla tutela dell’ambiente, del territorio e della salute allora saranno i cittadini e le cittadine libere a fermare quest’ennesimo sopruso.
Un’ultima domanda: “E’ vero che l’ordinanza è stata emanata sentite le Amministrazioni Provinciali della Regione?”


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