Clamoroso in Regione: i “napoletani” vogliono annullare la provincializzazione dei rifiuti. Deciderà Caldoro

pubblicato da entroterra.org il giorno 24 Marzo 2011


Marzo 24, 2011

Una notizia che ha dell’incredibile e che fa capire quali sono le priorità della Regione Campania e quale importanza ha l’entroterra in questa regione. Ieri, dopo una movimentata seduta consiliare, la fazione “napoletana” della maggioranza in Regione, ha provato a “rovesciare” la provincializzazione dei rifiuti per risolvere l’ennesima emergenza rifiuti. A lanciare l’allarme è stato il consigliere regionale sannita del Pd, Umberto del Basso De Caro.

Con un voto trasversale il Consiglio regionale ha approvato un subemendamento che supera il principio della provincializzazione dei rifiuti sancito dalla legge regionale 4 del 2007. La misura, tuttavia, è congelata, e dunque non è ancora legge, dopo che il capogruppo del Pdl Fulvio Martusciello ha chiesto di sospendere la seduta e di rinviare il voto finale sul provvedimento per consentire al presidente della giunta Stefano Caldoro di intervenire in aula “petto in fuori – ha detto – per spiegare con una relazione al Consiglio le ragioni della legge”. Tutto è nato da un subemendamento presentato in mattinata da Gennaro Salvatore (gruppo Caldoro Presidente) alla legge sismica in discussione oggi, che declassa il ruolo delle province nella scelta dei siti e degli impianti da destinare allo smaltimento dei rifiuti a puramente consultivo (“sentite le province”) affidando i poteri di individuare i siti al presidente della giunta regionale. Una chiara inversione di tendenza rispetto al principio della provincializzazione che assegna alle province i poteri in materia, congegnato con ogni probabilità per venire incontro all’ esigenza della provincia di Napoli di smaltire anche fuori dai suoi confini. Ne è nato un dibattito acceso che ha spaccato il Consiglio e i gruppi al loro interno. In breve lo scontro politico si è trasformato in una contrapposizione tra i napoletani e i rappresentanti delle altre province (per il vicecapogruppo del Pd, Umberto Del Basso De Caro è stato il tentativo di “far passare una legge mascherata”)che, prescindendo dalla loro collocazione politica, hanno abbandonato l’aula per dissenso rispetto a quello che hanno qualificato come “un blitz all’insegna del Napolicentrismo”.