Autovelox truccati: nella maxitruffa anche multe sulla Telesina, in Irpinia e nell’Alto Calore

pubblicato da entroterra.org il giorno 19 Marzo 2011


Marzo 19, 2011

Un giro d’affari milionario sfruttando autovelox non a norma, una truffa colossale che ha interessato mezza Italia, sfociata nella denuncia di 558 persone, di cui 367 dipendenti comunali o funzionari pubblici compiacenti, ora nei guai per truffa aggravata, turbativa d’asta e corruzione. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Brescia (tenenza di Desenzano) in cinque anni di indagini.

Tra i comuni coinvolti figurano S.Salvatore Telesino, S.Angelo di Alife e Pietravairano con autovelox non a norma lungo la Telese-Caianello, battutissima dai pendolari sanniti. “Invischiati” anche comuni dell’avellinese, come Grottolella e quelli dell’Unione dei Comuni Santi Sanniti (zona che comprende S.Nicola Manfredi, S.Angelo a Cupolo, S,Martino Sannita e San Giorgio del Sannio)

A tirare le fila di un sistema capillare e articolato che ha coinvolto mille comuni italiani – 146 quelli in cui sono state riscontrate anomalie – è un sessantenne di Desenzano del Garda, Diego Barosi. L’uomo, titolare della ’Garda segnalè e di numerose altre società aperte e chiuse secondo gli inquirenti per poter catalizzare gli appalti delle amministrazioni per la gestione degli autovelox, era già noto alle forze dell’ordine e alle cronache per vicende simili. Il bresciano è finito nel mirino di numerose Procure italiane, tra cui quella di Sala Consilina (Salerno) dove un automobilista fece ricorso per disconoscere una multa per eccesso di velocità.

In parallelo i riscontri degli inquirenti di Brescia hanno permesso di appurare che Barosi attraverso una cinquantina di autovelox di cui soltanto due omologati è riuscito in molti casi a ottenere gli appalti attraverso finte gare cui partecipavano solo ditte a lui riconducibili, in molti casi con la compiacenza della Polizia locale o di funzionari comunali ripagati con una congrua percentuale