“LUCY”, UN FILM DI LUC BESSON (Scienza o fantascienza?)

pubblicato da Giovanna D'Arbitrio il giorno 17 ottobre 2014


Luc Besson, produttore, sceneggiatore, regista, nonché autore della serie di romanzi fantasy su “Arthur e il popolo dei Minimei”, ci presenta il suo nuovo film, “Lucy”, riscuotendo più successo di pubblico che di critica, come spesso avviene per i suoi film.

La trama è semplice e si può riassumere in breve: Lucy (Scarlett Johansson), studentessa che vive a Taiwan, viene costretta dal suo boyfriend a consegnare una valigetta contenente una potente droga al criminale coreano,  Mr. Jang, il quale gliene fa inserire  un pacchetto nel ventre. Quando esso si rompe il prodotto chimico in poche ore fa evolvere il cervello di Lucy fino al raggiungimento il 100% delle capacità. Solo il prof. Norman (Morgan Freeman), un esperto nel campo, sarà capace di aiutarla.

Con un fantasmagorico viaggio astrale attraverso il tempo, ella sarà in grado di scoprire i nessi tra Terra e Universo,  di riassumere e trasferire tutte le conoscenze acquisite in un dischetto che consegnerà al professore,  prima di smaterializzarsi e divenire una forma spirituale onnipresente.

Sembra un filmetto semplice, una sorta di action movie fantascientifico ricco di eclatanti effetti speciali, ma sotto mentite spoglie esso cela sottesi  messaggi che fanno riflettere su evoluzionismo,  progressi  scientifici spesso mal utilizzati per denaro e potere, significato della vita sulla Terra, esistenza  dell’anima e soprattutto sul valore della Conoscenza, testimone che ogni generazione dovrebbe passare a quella successiva nella corsa dell’Umanità attraverso il Tempo.

Non a caso il nome della protagonista ci riconduce ad un’altra Lucy, la prima donna capace di camminare in posizione eretta (umanoide ancora scimmiesco, ma con un cervello più evoluto, i cui resti furono trovati in Etiopia nel 1974). Considerate le recenti scoperte sul cervello umano premiate dai Premi Nobel, non possiamo fare a meno di riflettere sui temi proposti dal film.

Da notare, inoltre, l’interesse di Luc Besson per i personaggi femminili, quasi voglia riconoscere alle donne capacità e forze spesso sottovalutate (film: Giovanna D’Arco, The Lady, Nikita ecc.).

Eccessivi gli effetti speciali  e gli aspetti violenti (poco educativi per i numerosi  adolescenti in sala) che distraggono dai contenuti,  notevoli  invece sceneggiatura (L. Besson), fotografia ( T. Arbogast), colonna sonora (E. Serra). Bravi gli attori.